da Thunder Bay, Marco Landi
Programmata, attesa, cancellata e reintrodotta a causa del controverso viaggio di avvicinamento degli avversari a
Thunder Bay, la partita che ha visto finalmente sabato notte il debutto della Nazionale italiana al Mondiale Juniores 2010 si è rivelata la più intensa e combattuta di quelle giocate finora, con gli azzurri di Gianguido Poma vittoriosi per 5-4 dopo 11 riprese di gioco e al termine di un tie-break a dir poco emozionante.
L'Italia affida la palla al numero uno della sua rotazione, dimostrando che questa, contro il Venezuela, è una gara in cui si gioca a viso aperto. Su Filippo Crepaldi, però, il lineup sudamericano riesce subito a farsi pericoloso, riempiendo le basi con due singoli interni (di Garcia e Pacheco) e una base per ball e andando poi a segno 2 volte su palla mancata e volata di sacrificio. Ma il lanciatore rodigino si riprende immediatamente e nei successivi 5.2 inning in cui rimane sul monte, non subisce più punti (altre 2 valide, 3 basi ball e 9 strikeout), aiutato anche da una difesa che si fa muro e chiude la gara senza alcun errore a carico.
Gli azzurri stentano nel box, contro i lanci di Manuel Palmas prima e di Angel Mejias (un mancino che sfiora le 90 miglia orarie, molto seguito dai tantissimi scout presenti) poi, ma fra quarto e sesto inning gli azzurri si fanno sotto con triplo in apertura di Gabriele Ebau (autore all'esterno sinistro di due incredibili prese spalle al campo che hanno indubbiamente salvato la partita) e singolo interno di Matteo Galli, conquistando poi il 2 pari grazie ad una grande rubata di Mirco Caradonna, sempre molto aggressivo nella corsa sulle basi e trascinatore del dugout azzurro.
Quando si arriva alla fine del nono, con alcune occasioni sprecate da una parte e dall'altra per risolvere l'equilibrio, l'Italia ha sul monte Michele Meschini, entrato nella settima ripresa a sostituire Crepaldi, e che ha concesso fino a quel momento soltanto una base per ball.
Come da regolamento internazionale, già dal 10° inning si applica la regola del tie-break e il manager venezuelano mette nel box Garcia, il suo secondo battitore dell'ordine, con il nono in seconda base e il leadoff in prima. Un singolo di Rainy Pacheco (2/4) e un lancio pazzo mandano avanti i sudamericani 2-4.
Poma mette in base Mercuri e Grimaudo e chiama il sacrificio a Sellaroli per fare avanzare i compagni, ne risulta solo un'eliminazione in terza base. Caradonna riempie le basi con un passaggio gratuito poi è la mazza di Davide Benetti, applaudito anche per un paio di ottime giocate difensive in terza, a battere la valida al centro che pareggia nuovamente i conti: 4-4.
Nella parte alta dell'undicesimo è il Venezuela a giocare con successo il bunt per portare i corridori in seconda e terza; Meschini fa un grande lavoro su Jimenez e lo lascia al piatto, ma la base per ball a Meijas forza il vantaggio per i suoi, dopo che Ramirez era stato mandato intenzionalmente in prima.
Entra a questo punto Alessandro Tiberi, che con un paio di missili costringe Arocha ad alzare un pop altissimo dietro casa base, che Alberto Mineo cattura per la terza eliminazione.
L'azione che fa la partita nasce dalla doppia rubata chiamata a Galli e Ainger: il catcher venezuelano Saijo Sequera spara l'assistenza in terza, ma la palla si perde all'esterno sinistro ed entrambi i corridori pestano il piatto. È l'unico errore di tutta la gara, ma è quello che decide e dà il via alla festa azzurra.
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